Senza Radici, info, progetto e locandina del film

 

Questo film documentario vuole offrire un contributo alla riflessione sulla percezione più diffusa del fenomeno migranti, vissuta e dichiarata come una massa astratta e indistinta sulla quale proiettare paure collettive.

A tale scopo propone una “collana” di storie personali che, nel loro insieme e nella loro varietà fornisca un quadro, complesso e rappresentativo, dei casi e delle circostanze che hanno costretto questi uomini e donne ad abbandonare la loro terra e mettere in gioco la vita.

I protagonisti raccontano in prima persona le loro storie, dall’abbandono del paese, ai rischi e sacrifici del viaggio e oggi agli sforzi di integrazione, attraverso la conoscenza della lingua, la ricerca di un lavoro e di una abitazione, permettendoci così di iniziare a conoscerli e capire che cosa pensano di noi.

Per una volta ascoltiamo la loro voce.

Riflessione di un ragazzo richiedente asilo: “…Oggi non importano più i pericoli e le tragedie che abbiamo passato, dobbiamo uscire in strada e pensare a quanto ci rimane da scoprire…”
Quando vince la necessità di conoscenza significa che le stanze degli SPRAR che accolgono i migranti non sono vissute come costrittive. Vengono da due anni di permanenza nei CAS e oggi sono le loro energie e le loro esperienze a farli crescere. Sanno che hanno solo un anno di tempo e un permesso di soggiorno in tasca, (o in attesa d’esame). Sono garantiti nell’ospitalità e da un sostegno economico minimo per autogestire il proprio mantenimento e superare una serie di ostacoli, che vivranno a seconda della loro volontà e capacità. Ormai le parole “accoglienza”, “leggere e scrivere”, “formazione”, “lavoro e autonomia”, “casa”, “integrazione” non sono più barriere, ma rappresentano il vero percorso di vita che hanno davanti. Si ritrovano giovani, ma con la consapevolezza di essere soli con i loro racconti, e protagonisti del loro futuro. E ci osservano…

A noi resta una domanda, sono “intrusi”, “risorse” o persone ?